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Recupero urbano della ferrovia Marmifera di Carrara Stampa E-mail
Scritto da Damianos Damianakos   
mercoledì 05 luglio 2017
AutoreBeatrice Ruzzante
RelatoreProf. Paolo Ventura
CorrelatoreProf. Marco Cillis
UniversitàUniversità degli studi di Parma
Data di discussione2017-04-28
Anno Accademico2015/2016
LuogoCarrara (MS)
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INTRODUZIONE [ESTRATTO]


La città di Carrara è famosa per le sue cave di marmo bianco e le lavorazioni ad esso connesse. La sua origine risale al II secolo d.C. e deriva dall'insediamento satellitare della vicina colonia romana di Luni. Le diverse dominazioni ne esaltarono il ruolo di città come rappresentante del privilegiato grado di vita, grazie alla disponibilità marmorea e ai traffici mercantili in tutto il mondo fin dall'epoca romana. Lo sviluppo urbano territoriale nei secoli ha determinato l'insediamento verso la zona pianeggiante, fino a surclassare il centro storico di Carrara, oggi lasciato isolato come ì suoi paesi satellitari a monte. In piena rivoluzione industriale la fiorente città di Carrara realizzò la Ferrovia Marmifera, tra le prime in Europa. L'infrastruttura fu di alto pregio per le sue audaci soluzioni ingegneristiche adottate e per il raggiungimento dei bacini marmiferi; sostituì in modo definitivo il bimillenario trasporto dei blocchi di marmo con i carri trainati dai buoi. Completata nel 1890 partiva dalle stazioni di carico vicino ai più importanti bacini marmiferi per poi proseguire attraverso ponti, viadotti, gallerie fino al pontile sulla costa. Il suo intero percorso aveva uno sviluppo di 22 chilometri raggiungendo oltre i 450 metri sopra il livello del mare con una pendenza in alcuni punti del 55%. La ferrovia marmifera ebbe un ruolo sociale significativo per la comunità carrarese, durante la seconda guerra mondiale, quando diventò un mezzo di trasporto per i partigiani. La sua dismissione, iniziata nel 1960, fu una sconfitta anche perla comunità, che animata da riscatto sociale cercò di recuperarla in diverse fasi della storia. Purtroppo però fu una vittima inevitabile del progresso automobilistico del nuovo secolo che privilegia il mezzo su gomma più flessibile. Oggi il percorso della ferrovia marmifera è ancora leggibile nel territorio poiché il suo tracciato ha influenzato lo sviluppo degli insediamenti e del disegno urbano in generale. Parte del sedime storico è stato adattato a viabilità stradale, parte integrato nel tessuto edilizio e parte ancora immutato ma in completo abbandono. La conoscenza del territorio, il rilievo urbano e lo studio degli strumenti urbanistici vigenti hanno evidenziato la possibilità di un concreto intervento progettuale adattando il percorso a viabilità alternativa. Le motivazioni in termini territoriali si riscontrano 7 nell'insufficiente collegamento longitudinale lungo l'estensione comunale che concentra tutte le funzioni nella zona pianeggiante, privilegiandola rispetto alla fascia a monte e alla valle di Carrara. ln ambito urbano si osserva una fattibilità per quanto riguarda lo spazio presente e la normativa che prevede la riqualificazione della tratta ferroviaria statale denominata "ex Ferrovia Marmifera". Il percorso di progetto ripercorre il più possibile il tragitto dei marmi che dalla stazione ferroviaria in disuso di Carrara, a San Martino, arriva a quella di Carrara-Avenza. Il progetto prevede dalla stazione un nuovo percorso, per il raggiungimento della costa, che coinvolge l'altro asse longitudinale, il Torrente Carrione, con il recupero degli argini. La proposta di progetto a scala territoriale individua possibili strategie di rinnovo per l'intero comune, identificandone l'area di influenza. Il progetto si compone di una linea tramviaria, una pista ciclabile e un percorso pedonale. Lo studio poi si è concentrato più in dettaglio ipotizzando delle fermate e discese-salite in punti significativi oggi e in previsione per espansioni o trasformazioni urbane future, con il raggio di azione della tramvia e la relativa stima per la capacità d'utenza. Nel merito dell'efficienza del progetto si può supporre l’accettazione da parte della comunità, che ha avuto sempre un legame identitario nella Ferrovia Marmifera e nelle attività connesse al marmo. L'ipotesi di fattibilità del progetto è data inoltre dal suo carattere non invasivo per il tessuto urbano. La proposta progettuale può rientrare nel bando di Riutilizzo del Patrimonio delle Ferrovie dello Stato Italiano emanato per la Regione Toscana, che incentiva la riqualificazione delle tratte dismesse e i manufatti impresenziati. Concludendo esistono concrete possibilità per definire il lavoro di tesi attuabile. Infine il percorso progettuale cerca di connettere tra loro ambiti funzionali che necessitano di una riqualificazione urbana, soprattutto di ricreare il legame perduto nel corso del tempo tra il nucleo storico di Carrara e la sua costa sul mare.


 


 
Tipologia tesiProgetto urbanistica
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 luglio 2017 )
 
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