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Città di Letchworth Stampa E-mail
Scritto da Simone Marozza   
martedì 13 gennaio 2009
Autore schedaMarozza Simone
ToponimoLetchworth
StatoUNITED KINGDOM
Progettista(i)Ebenezer Howard
Iniziativaprivata
CollocazioneIndipendente
SitoPianeggiante
Idrografianelle vicinanze di un corso d'acqua
TipologiaGiardino
Abitanti33.600 abitanti
Superficie1530 ha
Densità abitativa
Data progetto1902
Data costruzione1903
Data completamento
Durante la seconda metà del XIX secolo vengono pubblicati in Inghilterra numerosi piani di città ideali. Inoltre alcuni industriali si impegnano nella costruzione di città-modello per gli operai delle loro industrie: tra queste Bourneville, fondata dal fabbricante di cioccolato G. Cadbury presso Birmingham, e Port Sunlight fondata da W. G. Lever presso Liverpool nel 1886 per un'industria di sapone. Queste esperienze e la tradizione utopistica della prima metà del secolo sono le principali fonti di ispirazione del pensiero di Ebenezer Howard (1850-1928). Il termine "città-giardino" è antecedente alla formulazione del pensiero di Howard: con esso venivano indicati solitamente alcuni quartieri per le classi agiate (come Bedford Park costruito da Norman Shaw presso Londra, o il Vésinet vicino a Parigi) oppure per le classi operaie (le paternalistiche città-giardino operaie), ma queste periferie giardino non hanno nulla in comune con la città-giardino, pensata da Howard proprio in antitesi alle periferie ed ai sobborghi. Alla base del suo piano c'è l'idea che bisogna salvare la città dal congestionamento e la campagna dall'abbandono: la città-giardino da lui immaginata avrebbe unito i vantaggi della vita urbana ai piaceri della campagna. Howard non sottovaluta i vantaggi concessi dal progresso tecnologico: le industrie, ad esclusione di quelle chimiche o comunque inquinanti, trovano posto anche nella città-giardino. In questo modo il suo piano si differenzia dai precedenti (come il quadrilatero di Owen) in quanto, anche nei tentativi di realizzazione, la garden city non si ridurrà ad un semplice villaggio agricolo in cui una maggiore vivibilità è ottenuta grazie all'esclusione delle fabbriche. Secondo Howard la principale causa del congestionamento delle città è la speculazione privata che dà vita allo sfruttamento intensivo dei terreni. Inoltre la concentrazione degli interessi fa sì che la città cresca in modo illimitato. Senza la speculazione si potrebbero interporre tra gli edifici vaste aree verdi, sparirebbe l'incentivo alla crescita smisurata delle città e si potrebbero porre dei limiti alle dimensioni dei centri urbani, in modo che la campagna sia sempre raggiungibile dalla città con una semplice passeggiata. Il piano di Howard prevede la costruzione di città nuove, autogovernate dagli stessi cittadini e non dipendenti da un singolo individuo o da un'industria. Le dimensioni di queste città devono essere limitate: 30.000 abitanti su una superficie di 1.000 acri destinati a nucleo urbano, e 2.000 abitanti nei 5.000 acri di terreno agricolo che circondano la città, formando la "cintura agricola" (o Greenbelt) e la densità di costruzione è di 12 case ad acro. Superato questo numero di abitanti si dovranno costruire altre città in modo da formare una rete di garden cities tutte collegate tra loro con mezzi di comunicazione rapida. Città e campagna non devono essere in contrasto ma armonicamente collegate. La fascia agricola è sufficientemente larga da rifornire la città di derrate fresche e prodotti caseari. Howard vuole che gli spostamenti siano ridotti il più possibile, in modo da evitare perdite di tempo nel tragitto dalla città alla campagna, dalla città alle industrie. Per poter realizzare il suo piano egli ritiene che non debba esserci alcuna forma di speculazione sul suolo: gli abitanti avrebbero pagato quindi una quota annuale per l'uso della terra e questo denaro sarebbe stato destinato alla comunità. Howard, con un'intensa propaganda, riesce a diffondere le sue idee presso la popolazione. Nel 1902 viene fondata la Garden City Co.Ltd. per realizzare il suo piano; l'anno seguente comincia la costruzione della prima città-giardino, Letchworth, il cui sito occuperà inizialmente 3826 acri,a circa cinquanta chilometri da Londra. Il piano viene tracciato da Raymond Unwin e Barry Parker, la rete stradale ed i servizi sono costruiti dalla società ed i terreni vengono ceduti in affitto per novantanove anni. La presenza della linea ferroviaria, ostacolo evidente ad una libera interpretazione dello spazio diventa qui il simbolo del limite e lo strumento per una più fedele partecipazione ai principi della città-giardino. Ogni asse possiede un suo termine dotato di senso: Broadway Boulevard corre dalla stazione, attraverso la piazza, fino al vecchio villaggio di Letchworth, e culmina al campanile della chiesa; South View prospetta a distanza su Willian. La zona più industriale si sviluppa a ridosso della ferrovia, a partire dalla stazione fino all’estremo più a nord dell’insediamento. Possiamo vedere come la densità abitativa ha un valore sempre maggiore se ci si sposta verso nord, infatti notiamo una prevalenza di edifici monofamiliari nella parte più a sud mentre questi ultimi tendono a trasformarsi in edifici plurifamiliari man mano che ci sposta a nord. Il progressivo allontanamento dalla ferrovia e dalle zone industriali è un sinonimo di benessere e questo porterà le famiglie più agiate a cercare un’abitazione il più lontana possibile da queste zone. Si deve comunque ammettere che il verde occupa in ogni parte della città un ruolo da protagonista nonostante l'aumento degli edifici. La devozione alla cultura architettonica del villaggio inglese tradizionale e a un’idea del vivere insieme più dignitosa e sincera mostra di essere, qui a Letchworth, un patrimonio incorruttibile nello stile e nel gusto dei costruttori Parker e Unwin. Nel realizzare quest’opera si perseguiva l’obbiettivo della creazione di un luogo dove le differenze di censo, di cultura e di razza possono annullarsi con il nascere di un’identità comunitaria che si esprime secondo le regole di una città di villaggi. Non intendendo con questo termine rappresentare un moderno sistema policentrico, ma una semplice aggregazione di luoghi subordinati comunque alla forma superiore della città. Vediamo la rivisitazione del modello tradizionale del cottage, il quale, inserito in questo paesaggio intriso di elementi naturali permette di soddisfare simultaneamente richieste materiali e sentimentali. Ed è forse il fatto di non dare spazio agli eccessi e ai troppi ornamenti che porta a vivere questo luogo con questo particolare stato di tranquillità e serenità.
Bibliografia
Citta giardino : cento anni di teorie, modelli, esperienze / a cura di Gabriele Tagliaventi. - Roma : Gangemi, stampa 1994. - 352 p. : ill. ; 30 cm. ((Pubblicato in occasione della mostra "Citta classica, citta giardino", Bologna, 1994. Tit. e testo anche in inglese
Broadway
Cottages
Cottages
Planimetria con indicati gli interventi successivi a quello di Unwin e Parker
Vista relazione tra strada e verde(pubblico e privato)
Vista relazione tra strada e verde(pubblico e privato)
Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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