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Scritto da Antonio Sportillo   
domenica 18 gennaio 2009
Autore schedaAntonio Sportillo
ToponimoKing Abdullah Economic City
StatoSAUDI ARABIA
Progettista(i)Parsons, SOM, WATG, RSP
Iniziativaprivata
CollocazioneIndipendente
SitoPianeggiante
IdrografiaIn riva al mare
TipologiaEconomica
Abitanti2000000 abitanti
Superficie5480 ha
Densità abitativa
Data progetto2005
Data costruzione2006-2011prima fase
Data completamento2025
Oltre 285 progetti di costruzioni civili, per un valore complessivo che supera i 260 miliardi di dollari sono attualmente in fase di progettazione o costruzione in Arabia Saudita, fino a poco fa considerato lo 'sleeping giant', il gigante addormentato, dell'immobiliare arabo. Il settore immobiliare dell'Arabia Saudita sta vivendo un vero e proprio periodo di boom, con la realizzazione di un grande numero di progetti, molti dei quali di dimensioni spettacolari, intere città' che nasceranno là dove fino a poco fa non c'era altro che il deserto, per soddisfare i crescenti bisogni di una popolazione di 19 milioni di abitanti in continua crescita. Il momento positivo sembra essere destinato a perdurare nel tempo per una serie di fattori che potrebbero far arrivare l'Arabia Saudita tra le dieci destinazioni mondiali più competitive per gli investimenti immobiliari. Paradossalmente, tra i fattori trainanti del presente boom immobiliare c'e' proprio la circostanza che il 'gigante' abbia dormito fino a poco tempo fa e si trovi quindi in una fase iniziale del ciclo che offre ampie opportunita' di sviluppo, mentre in altri paesi della regione, da tempo destinazione ideale per gli investimenti immobiliari internazionali, il settore e' maturo e potrebbe cominciare a saturarsi. Tra gli altri fattori determinanti per lo sviluppo dell'immobiliare saudita vi e' anche la solidita' finanziaria di un paese che, non solo puo' contare su un'ingente ricchezza nazionale e su di una buona crescita economica, ma e' anche caratterizzato da una relativa indipendenza dagli investimenti stranieri che lo rende meno esposto alle fasi negative sui mercati internazionali e, in particolare, alle presenti incertezze dei mercati finanziari. In questi anni il governo saudita è stato in grado di diversificare l'economia diventando, contro ogni previsione, un paese industriale», spiega lo studioso francese Pascal Ménoret autore del volume «Sull'orlo del vulcano. Il caso Arabia Saudita» pubblicato da Feltrinelli un paio di anni fa. La diversificazione dell'economia saudita è avvenuta in parte attraverso enormi investimenti nel settore edile. Il 21 dicembre scorso è iniziata, per esempio, la costruzione del mega progetto King Abdullah Economic City in una località sul Mar Rosso a nord della città di Jeddah, con un investimento privato di 26,6 miliardi di dollari, il maggiore finora effettuato. A sviluppare lo studio di King Abdullah Economic City, destinato a diventare l'hub commerciale di Jeddah e un importante transito verso le città sante di Mecca e Medina, è stata la Emaar Properties. Creata nel 1997, la società immobiliare è tra l'altro impegnata, negli Emirati, nella costruzione del grattacielo Burj Dubai alta 705 metri e il cui completamento dovrebbe avvenire nel 2008. La Emaar Properties ha inoltre intrapreso la costruzione della City of Arabia, valutata in quattro miliardi di dollari, presso il centro di intrattenimento Dubailand diviso in sei parti tematiche con duecento progetti individuali sullo sport, l'ambiente, l'arte e lo shopping. Per ora l'attenzione della società immobiliare resta ancora focalizzata sulla King Abdullah Economic City, a proposito della quale Alabbar ha dichiarato: «Abbiamo già iniziato i lavori e la prima famiglia dovrebbe prendere possesso di una casa tra un paio d'anni». Il complesso in costruzione avrà come struttura di punta un moderno porto capace di competere con i dieci maggiori scali del mondo e, come Rotterdam, in grado di far attraccare anche le navi di maggiori dimensioni. Situato in una posizione strategica sul Mar Rosso, il 'Millennium Seaport' offrirà infatti un facile accesso alle diverse città del Paese e una piattaforma naturale per il commercio verso l'Europa, l'Africa e l'Asia. I sauditi prendono a modello Dubai: con i suoi grattacieli sempre più alti e i complessi architettonici che spuntano dall'acqua, è spesso considerata un esempio di come gli arabi possono entrare nel Ventunesimo secolo e globalizzarsi, pur senza rinunciare ai valori di una volta. La King Abdullah Economic City voluta dai sauditi sarà una città del futuro per le future generazioni: 55 milioni di metri quadri di verde e 35 chilometri di costa vicino alla città industriale di Rabegh. Grazie alle ricchezze di petrolio e gas, lo stato saudita è quindi riuscito a superare i limiti imposti alla propria industrializzazione, spiega Ménoret. In altri termini, l'assenza di manodopera qualificata è stata compensata dall'arrivo di immigrati, la ristrettezza del mercato interno è stata bilanciata dalle esportazioni, e alla chiusura doganale dei mercati europei ha fatto da contraltare una strategia commerciale orientata verso l'Asia. Con la King Abdullah Economic City e gli altri progetti, l'obiettivo delle autorità saudite è dare impulso all'economia, creare 500mila posti di lavoro e attrarre investimenti stranieri. L'Arabia Saudita è membro dell'Organizzazione mondiale per il commercio dal dicembre scorso e questi progetti sono stati lanciati nel momento in cui Riyad è stata obbligata ad aprire la propria economia a capitali stranieri e a creare posti di lavoro, ha spiegato Amr Al-Dabbagh. Il direttore generale della Sagia, l'Agenzia governativa per l'investimento in Arabia Saudita governativa istituita nel marzo 2000 per seguire gli investimenti stranieri, Al-Dabbagh ha inoltre sottolineato «l'importanza di alleanze strategiche ed economiche regionali con gli altri Paesi del Golfo». Secondo un recente rapporto pubblicato negli Emirati Arabi, nel Golfo sono infatti in corso oltre 1.800 progetti del valore complessivo di 27 miliardi di dollari. Ma, conclude lo studioso francese Ménoret, «è necessario ancora molto lavoro per convincere gli investitori stranieri e locali a impiegare i propri fondi nell'economia saudita». La città si divide in sei grandi zone: industrial zone, sea port, residential areas, sea resort, educational zone, central business district. Industrial Zone La zona industriale coprirà 63 milioni di metri quadri. 4400 ettari di terra saranno dedicati all’industria e alle imprese manifatturiere. Ciò condurrà a creare posti di lavoro, ricerca e sviluppo. Sea Port Il porto si estenderà su una superficie di 13.8 milioni di metri quadri, divenendo il più grande di tutta la regione con una capacità di oltre 10 millioni di container all’anno e in grado di ospitare le più grandi navi del mondo. La nuova zona portuale diverrà anche punto d’approdo per gli oltre 300,000 pellegrini diretti verso la Mecca o Medina. Residential Areas L’area residenziale è stata progettata per includere 260,000 appartamenti e 56,000 ville. Sarà divisa in piccole aree residenziali, commerciali e di relazione. Parcheggi e spazi verdi copriranno tutta la zona indistintamente. Si stima che l’area accoglierà intorno al mezzo milione di cittadini, oltre ai diecimila turisti previsti. Sea Resort La fascia costiera ospiterà hotels, centri commerciali oltre che altri spazi per la relazione. Tale zona sarà dedicata in particolare ai flussi turistici che la nuova città attirerà a se. Educational Zone La zona dedicata all’educazione si inserisce nel panorama delle aspirazioni che il popolo saudita ha nel voler inserirsi a livello competitivo nel mondo della tecnologia. Questa zona si compone di più campus universitari e parchi tecnologici, che accoglieranno 18,000 studenti oltre che i 7,500 mebri del personale. Central Business District Il Central Business District è pianificato per offrire 3.8 milioni di metri quadri in uffici, hotels e spazi polivalenti ad uso commercial. La Financial Island, con il CBD, coprirà 14 ettari, divenendo la più grande zona dedicata alla finanza del mondo.
Bibliografia
http://www.watg.com http://207.5.46.159/en/Home/index.html http://www.kingabdullahcity.com/en/ http://en.wikipedia.org/wiki/King_Abdullah_Economic_City E i petrodollari finiscono quasi tutti in edilizia, La Stampa del 20/03/2006
masterplan
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progetto WATG
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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