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Promenade plantée Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Perghem   
giovedì 09 aprile 2009
Autore scheda
TipologiaRecupero di ex linea ferroviaria
UbicazioneCittà
Anno di Realizzazione1998
ProgettistaJacques Vergely (paesaggista) e Philippe Mathieux (architetto)
Committentela Città di Parigi e la SEMAEST, Société d’Economie Mixte d’Aménagement de l’Est Parisien
Forma di incaricoConcorso
Tempi di realizzazioneDal 1988 al 1998 (10 anni)
ProprietàComune di Parigi
Superficiesi estende per 4,5 km, è grande 6,475 ha
Rapporto tra superficie permeabile e superficie non permeabile60 %
AccessibilitàBuono
Stato delle opereBuono
Stato del patrimonio vegetaleBuono
Presenza dell'acqualaghetti e corsi d'acqua lungo la promenade
Servizi per gli utentici sono negozi e caffè, ma sono tutti posti al di sotto della promenade
Servizi tecnologici impiantistici
Attrezzature sportive
Presenza di vincoli
Attenzioni ai disabilisi
L'antico tracciato della ferrovia, inaugurata nel 1859 ed utilizzata dai parigini per raggiungere la vicina La Varenne-Saint-Maur, nonché per recarsi nei giorni festivi al periferico Bois de Vincennes, rimase per diversi anni - dopo la sua disattivazione nel 1969 - in uno stato di semi abbandono. Una rigogliosa vegetazione spontanea s'impossessò della striscia di terreno solcata dalle traversine ferroviarie, tramutando questa porzione di città in un'area dall'aspetto selvatico e campagnolo. La città di Parigi, a cui la SNCF aveva ceduto i terreni interessati dal percorso, decise di trasformarli in una lunga passeggiata-giardino: un autentico "canale verde" di forma stretta e allungata, il quale nell'attraversare completamente il 12° arrondissement, avrebbe permesso ai pedoni ed ai ciclisti di spostarsi rapidamente attraverso la città, evitando così di invischiarsi nei grovigli del traffico e di respirare l'aria inquinata dei gas di scarico. Il 1988 segna l'inizio dei lavori, che attraverso tappe e fasi intermedie, si protrassero all'incirca per un decennio. Lo struttura planimetrica di questo ben riuscito "Parco Lineare", ha permesso di ricucire diversi brandelli di città; aree vuote o dismesse male utilizzate, sono state tramutate in quattro giardini che costituiscono le tappe intermedie della lunga passeggiata. Massicciate, viadotti, tunnel, trincee, scarpate, ritagli di spazi più ampi ad essi adiacenti, sono stati saldati e connessi l'uno all'altro e trasformati in un unico organico percorso vario e gradevole che, nell'adattarsi all'originaria conformazione dell'infrastruttura lineare, permette inusuali punti di vista sulla città, a volte sopraelevati e panoramici, altre volte totalmente inabissati al di sotto del livello stradale. Questo tragitto verdeggiante, realizza nei confronti della città - che a volte sorvola ed altrove fora nel suo passaggio - un rapporto ambivalente di distacco e contatto: chiunque si trovi a passeggiare sull'alto camminamento pensile, o a solcare i tunnel sotterranei, ha la sensazione di trovarsi in un giardino appartato, lontano dal trambusto della civiltà. Basta però affacciarsi oltre i parapetti del viadotto o risalire gli ampi scaloni, per rammentarsi di trovarsi, in realtà, nel bel mezzo di una grande metropoli. La promenade è composta da due principali scansioni spaziali, ben distinte l'una dall'altra sia per collocazione che per disegno formale. Il primo tratto, inserito nel cuore di Parigi, è denominato "Viaduc des Art"; la denominazione è motivata dalla presenza dell'originario viadotto ferroviario, oggi tramutato in passeggiata verde sopraelevata e costituisce un autentico camminamento pensile fiorito, che si snoda a livello dei tetti della città. Il tratto più periferico, che conduce al Bois de Vincennes, è denominato "Promenade Verte" e - al contrario del primo tratto - si svolge quasi completamente al di sotto del piano stradale. Il "Viaduc des Art", situato presso Piazza de L'Opéra-Bastille, ha inizio a livello della strada: le 60 grandi arcate che sostengono l'ex viadotto ferroviario, sono diventate oggi - dopo un lavoro di attenta ristrutturazione - altrettanti spaziosi locali sigillati da grandi vetrate arcuate che ospitano numerosi laboratori artigianali ed artistici. Lasciandosi il trambusto alle spalle, risalendo una delle scalinate, ci si ritrova nel primo tratto della passeggiata: un nastro largo nove metri, segnato da un percorso pedonale rettilineo e bordato da rigogliose aiuole ricolme di cespugli di rose, lavanda ed altre erbacee perenni. Alberi a crescita moderata, come i Prunus decorativi, sono accostati ad alcuni tigli: essi costituiscono le specie più utilizzate in questo tratto, ma la varietà delle piantagioni è assai più ampia e forma un patrimonio vegetale costituito da 175 essenze legnose. Proseguendo si raggiunge il primo dei giardini che "accostano" la Promenade Plantée: il "Jardin Hector-Mallot". La superficie di questo giardino-terrazza, è ritmata da semplici percorsi rettilinei tra essi incrociati perpendicolarmente e costituiti, a volte, da viottoli pedonali e volte da canalette d'acqua poco profonda bordate da densi cuscini di piante cespugliose perenni. Alcune aree di sosta, numerosi passaggi arcuati reticolari per rampicanti e ventiquattro aceri canadesi, rappresentano gli episodi che punteggiano il giardino. Due terrazze sfalsate a diversi livelli di altezza, permettono di raggiungere - in maniera filtrata e graduale - la città sottostante. Oltrepassando un nuovo tratto di passeggiata di sfocia nel più ampio dei giardini collegati al percorso: il "Jardin de Reuilly". Esso è caratterizzato da un vasto prato centrale circolare, il cui perimetro è scandito da numerosi e diversificati eventi; fra essi troviamo: alcuni giardini tematici (acquatico, delle Euforbie, dei Sedum, dei Bambù, delle felci, delle eriche, ecc.), collezioni di rose e di rampicanti, una grotta, un'area per il gioco dei bambini, vasche e fontane e altro ancora. L'ampio ripiano è sorvolato da una passerella lignea arcuata sospesa a cavalletti: essa è il segno che evidenzia la linea del tragitto ed è il mezzo fisico che permette di proseguire il cammino. Attraversato il ponte, si sfocia in un'area posta a livello della strada; da qui ha inizio il nuovo tratto del percorso, la cosiddetta "Promenade Verte". Il secondo spezzone della Promenade si sdoppia - da questo punto in poi - in due diversi percorsi ben distinti tra loro,: da un lato la stradina pedonale prosegue rettilinea, al suo fianco, parallelamente, ha inizio il percorso ciclabile e per pattini a rotelle, che conduce al Bois de Vincennes. L'inizio della "Promenade Verte", è caratterizzato dalla presenza del terzo giardino: il "Jardin de la Gare de Reuilly"; in esso numerosi alberi di specie comuni quali: aceri campestri, querce, faggi, noccioli, meli, ecc., sono disposti secondo un assetto informale, meno geometrico e definito rispetto ai giardini del primo tratto. Un disegno ancor più rarefatto informa il restante tracciato della Promenade. Esso è fisicamente collocato sette metri più in basso rispetto al piano del traffico. Qui, un ex tunnel ferroviario, è stato tramutato in un'autentica grotta umida e muschiosa. Il tunnel oscuro - come un passaggio fatato - trasforma la natura del percorso e muta le caratteristiche del suo paesaggio. Abbondanti porzioni di vegetazione selvatica sviluppatasi negli anni di abbandono della ferrovia, sono state mantenute e integrate con nuove piantagioni: alberi non potati, arbusti da sottobosco e fiori selvatici, conferiscono a questa nuova porzione di percorso, un aspetto selvatico ed incolto, spezzato a tratti da invenzioni formali più definite, come un labirinto ed un chiosco belvedere. L'atmosfera campestre è interrotta un chilometro oltre dal quarto giardino: il "Jardin Charles Pégury". La superficie del giardino, dell'estensione di circa 1.3 ettari, è solcata da vasche d'acqua e da cascatelle ed è plantumata con querce e conifere. Subito dopo la Promenade riprende il cammino ed il suo aspetto informale e raggiunge infine il vasto Bois de Vincennes. La Promenade Plantée termina qui il suo tragitto, ma con essa non si concludono i tracciati dei percorsi pedonale e ciclabile, che si ricollegano direttamente e si fondono con il complesso sistema viario del grande parco parigino.
Bibliografia
Anna Furlani Pedoja (2000) La Promenade Plantée. Una ferrovia parigina trasformata in giardino, in "Architettura del Paesaggio", n. 4, Marzo 2000, Alinea, Firenze, pp. 25 - 29 Valerio Travi (1999) Il viadotto è fiorito. Nuovi giardini pensili a Parigi, in "Qui Touring, n. 4, Aprile 1999, Touring editore, Milano, p. 114
veduta della promenade con gli specchi d'acqua e i cespugli di lavanda
uno dei comodi accessi alla promenade che attraversa la città dalla piazza della Bastiglia al Bois de Vincennes
uno dei quattro giardini attraversati dalla passerella
il Viaduc des Arts, la parte di arcate sottostanti la passerella in cui sono allocati i negozi
Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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