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DUBAI Stampa E-mail
Scritto da Gianpaolo CiampÓ   
lunedý 05 luglio 2010
Autore schedaGianpaolo CiampÓ
ToponimoDubai
StatoUNITED ARAB EMIRATES
Progettista(i)a
Iniziativapubblica
CollocazioneIn continuita' di citta' esistente
Sito14 m s.l.m.
IdrografiaIn riva al mare
TipologiaVacanze
Abitanti1370714 abitanti
Superficie3885 ha
Densità abitativa
Data progetto
Data costruzione
Data completamento


 



Dubai arabo: دبيّ, Dubaī indica al contempo uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, e la città più importante del medesimo emirato (che, in lingua inglese, viene anche indicata come Dubay City e che in arabo è invece Madīnat Dubaī ).Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello Shaykh Maktum bin Rashid Al Maktum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo shaykh Mohammed bin Rashid Al Maktum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.370.714 abitanti (2006). Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833. L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaywayn) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua (Trucial States). A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il Riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il Dirham. Dubai mantenne la sua importanza come centro di commerci durante gli anni settanta ed ottanta. Dubai e la sua città gemella al di là del fiume, Deira (che allora era autonoma), divennero punti di richiamo per le aziende estere. Ancora oggi, tutti i cittadini girano in cammelli, Bmw o Mercedes e gran parte delle attività finanziarie e bancarie della città si concentrano in questa zona. Il clima è caldo, prevalentemente umido, con forti escursioni termiche fra le ore diurne e quelle notturne. Solitamente in una notte di fine settembre si hanno +36 °C ed il 100% di umidità alle 2:00 di notte. La pioggia è rara durante tutto l'anno (siamo in pieno deserto) e la neve è completamente inesistente. Essendo nel deserto le temperature superano facilmente i 40-45 gradi d'estate, e l'inverno si mantiene con temperature piuttosto alte. Le riserve petrolifere di Dubai sono meno di un ventesimo rispetto a quelle di Abu Dhabi e i redditi dell'emirato dipendono dal settore degli idrocarburi in misura notevolmente minore rispetto agli stati vicini. Dubai e Deira, come si è visto, iniziarono ad attirare investimenti stranieri negli anni settanta e ottanta. I maggiori centri bancari e finanziari iniziarono a sorgere nella zona del porto. Oggi, Dubai resta un'importante destinazione turistica e un importante centro di commerci marittimi, ma sta anche cercando di attirare aziende attive nell'Information technology e nella finanza con la costruzione del Dubai International Financial Centre (DIFC). I trasporti aerei sono appannaggio della compagnia governativa Emirates Airline, fondata nel 1985 e basata all'aeroporto internazionale di Dubai. Le autorità hanno recentemente eretto zone di libera iniziativa economica, sempre con il proposito di attirare gli investimenti stranieri. La Dubai Internet City, ora unita alla Dubai Media City per formare la TECOM (Dubai Technology, Electronic Commerce and Media Free Zone Authority), è una di queste, con gli insediamenti di aziende operanti nell'informatica come EMC Corporation, Oracle Corporation, Microsoft e IBM e nel settore dei media, come MBC, CNN, Reuters, ARY e AP. Il Dubai Knowledge Village (KV) è legato alla Internet City e alla Media City e si propone di diventare un polo educativo ad esse complementare, diretto a formare i "professionisti della comunicazione". La popolazione di Dubai è composta solo per il 10% da autoctoni: il 90% è costituito da immigrati, dei quali una buona parte che costituisce la manodopera edile e altre attività non altamente qualificate proviene dal sud est asiatico e penisola indiana e molti di questi vivono in condizioni precarie guadagnando 200 euro al mese e lavorando 10 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, senza poter scioperare; migliori invece le condizioni degli ingegneri provenienti dal mondo occidentale. La decisione del governo di diversificare l'economia per puntare maggiormente sui servizi e il turismo ha contribuito ad aumentare il valore della proprietà immobiliare, che negli anni tra il 2004 e il 2006 ha vissuto un vero e proprio boom. Le costruzioni su larga scala hanno reso Dubai una delle città a maggiore sviluppo urbanistico del mondo, al pari delle metropoli cinesi. L'area della città vecchia di Dubai, chiamata Bastakia, è oggi valorizzata con lo svolgimento di attività culturali e d'interesse storico. Il museo di Dubai, ai margini di Bastakia ed insediato nella vecchia fortezza, fotografa la storia delle tribù beduine e della vecchia economia basata sul commercio di perle e sulla pesca. Bastakia sorge sulla sponda del Creek, il fiume che attraversa e divide la città dal quartiere di Deira, oggi conosciuto più per le attività di commercio che per il valore storico. A Deira, infatti, sorge il Gold Suq, ovvero il famoso mercato dell'oro. L'assenza di imposte favorisce il commercio con prezzi inferiori rispetto a quelli degli altri Stati, ancor più enfatizzato se comparato con quelli europei; non è difficile trovare gioielli di produzione europea a prezzi dal 20 al 40% inferiori. Tuttavia, non esiste solo il business "normato": camminando per i mercati dell'oro o delle spezie, infatti, si è continuamente fermati da venditori che propongono di seguirli in veri e propri sgabuzzini ricavati dai magazzini dei negozi, per contrattare l'acquisto di borse ed orologi di marca contraffatti. Si tratta di "falsi d'autore": nonostante non siano originali, l'altissima qualità di riproduzione sfida perfino l'occhio più attento. Tra l'altro, molti "salesmen" improvvisati conoscono anche l'italiano, ed accettano qualsiasi moneta. Ma il vero sviluppo di Dubai avviene dal 1992 in poi, dove sorge la vera e propria città moderna. L'esigenza di sviluppare il commercio e, in parallelo, il turismo ha portato alla creazione di strutture uniche al mondo, sia per gli aspetti architettonici che per le dimensioni. Nel 2006 a Dubai sono presenti circa il 23% di tutte le gru mondiali da costruzione ed i grattacieli sorgono a decine lungo tutta la città. La stessa città non è più ben definita, in quanto le zone desertiche sono oggi in fase di edificazione. Lo sviluppo, infatti, coinvolge entrambe le principali attività economiche. Da un lato le attività commerciali e residenziali si estendono verso il deserto. Sono in fase di costruzione l'International City, la silicon City, la Sport City e Dubailand - che dovrebbe diventare il più grande parco divertimenti del mondo - oltre ad un immenso complesso ospedaliero e di wellness. Dall'altro lato il turismo si concentra sulla costa, dove la creazione delle palme porterà in primo piano il turismo degli Emirati Arabi Uniti (UAE-United Arab Emirates). Il cosiddetto "Mondo", arcipelago artificiale formato da trecento isole,se viste dall'aereo o dal satellite, richiama il nostro pianeta, con i relativi continenti. È stato inaugurato il 10 gennaio 2008 dopo 5 anni di lavori. Ogni isola è venduta singolarmente con un prezzo che oscilla tra 1 e 15 milioni di dollari. Entro l'anno 2015 verranno completate le tre palme, ovvero delle penisole create artificialmente nel Golfo Persico e la cui forma richiama quella dell'omonimo albero. La zona forse più bella dal punto di vista turistico è quella di Jumeirah, dove la catena alberghiera di proprietà della famiglia Al Maktum ha creato quattro tra le strutture alberghiere più belle, tra le quali la celebre Burj al-Arab (Torre degli arabi), che è diventata l'icona di Dubai nel mondo. Alcuni dati numerici impressionano e rendono unico questo paese: solo il 20% della popolazione è locale, mentre l'80% proviene da paesi stranieri (in primis India, Pakistan e Bangladesh); la catena alberghiera Jumeirah ha circa 23.000 addetti ed il solo Burj al-Arab ne conta circa 1600; il Burj al-Arab è la struttura alberghiera forse più lussuosa al mondo, con 7 stelle (anche se, per problemi normativi, gliene sono riconosciute solo 5). Altra struttura particolarmente imponente è il Dubai Mall, il più grande centro commerciale del Vicino Oriente. Si estende per un'area di oltre 220.000 metri quadrati, di sola area commerciale, a cui si aggiungono un cinema da 14 sale ed un teatro. Oltre a queste, nello stesso complesso, vi è un'area interamente dedicata agli sport invernali: il Dubai Ski Resort, un complesso indoor con 3 piste da sci, una da slittino ed uno snowpark per i bambini. Nel 2009 sarà aperta la prima metrò di Dubai, che collegherà tutta la città fino a raggiungere Jabel Ali: 5 stazioni, 18 chilometri di tunnel e 51 chilometri di viadotti; per una stima di 1,2 milioni di passeggeri al giorno. E come se non bastasse, nella città che non si ferma mai nel 2015 verrà terminato il , nuovo aeroporto situato a 50 minuti da Dubai, le cui stime prevedono 6 piste, 120 milioni di passeggeri e 12 milioni di tonnellate di merci l'anno. Negli Emirati Arabi Uniti le banche locali hanno recentemente dichiarato il taglio dei prestiti. Ciò ha colpito il mercato immobiliare a Dubai. Le imprese locali hanno avviato campagne di marketing molto convenienti per tentare di sbarazzarsi degli appartamenti. L'azienda che ha lanciato la campagna "due al prezzo di uno" è la Imad Real Estate, che ha spiegato che chi acquista un bilocale con un soggiorno per circa $ 600.000 riceve un monolocale senza alcun costo aggiuntivo. A causa delle tante costruzioni avveniristiche e bizzarre, Dubai è stata definita una via di mezzo tra le città del futuro della letteratura fantascientifica e i fumetti di Walt Disney.



 

Bibliografia


- it.wikipedia.org
- en.wikipedia.org

- www.andubai.it

 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 06 marzo 2014 )
 
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