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Spine bianche Stampa E-mail
Scritto da emmanuele ollari   
domenica 20 luglio 2008
Autore schedaEmanuele Ollari
ProgettistaCarlo Aymonino
Anno di Progettazione1954
Anno di Realizzazione1959
PaeseITALY
Committenza/Soggetti promotoriMinistero dei Lavori Pubblici (concorso nazionale del 1954)
Strumenti urbanisticoPiano Regolatore Generale città di Matera del 1954
Dati quantitativi
Popolazione insediata3500 abitanti
Superficie territoriale (St) mq
Superficie o volume utile edificati (Su) mq o mc
Superficie fondiaria (Sf)152790 mq
Superficie coperta residenziale (Scr)24570 mq
Superficie delle strade26865 mq
Superficie dei parcheggi pubblici26000 mq
Superficie dei servizi pubblici21500 mq
Superficie del verde pubblico attrezzato25420 mq
Numero alloggi (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali mq
Superficie delle attivita direzionali mq
Superficie delle attivita ricettive mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali mq
Densità abitativa
Descrizione sintetica generale

Nel 1954 viene bandito un concorso dal Ministero dei Lavori pubblici per il risanamento dei ‘Sassi’ di Matera. I vincitori del concorso, insieme ad altri progettisti chiamati per la realizzazione edilizia di tutto il quartiere, riescono ad esprimere un alto grado di tipizzazione e unificazione, dall’insieme urbanistico fino ai più piccoli dettagli costruttivi. L’intero intervento è stato progettato da varie équipes di architetti che hanno collaborato tra loro per ottenere un disegno unitario e pensato, pur nella diversità delle varie tipologie insediative realizzate.
Il quartiere Spine Bianche è situato a nord-ovest dell’abitato di Matera, compreso tra la statale n. 7 Appia e la via destinata a congiungere la nuova stazione ferroviaria con il centro direzionale. Esso occupa una superficie totale di 152.790 mq con 687 alloggi per complessivi 3500 abitanti e con una densità territoriale conseguente di 230 ab/ha. Le attrezzature collettive (scuola, chiesa, delegazione comunale e mercato) sono quelle previste dal Piano Regolatore Generale del 1954  e, nell’intenzione dei progettisti, avrebbero dovuto servire anche le zone adiacenti. Ventiquattro negozi lungo la strada principale e ventiquattro botteghe artigiane, sistemate nella spina centrale del quartiere, costituiscono il nucleo commerciale dell’intervento. Gli spazi a verde pubblico della zona centrale sono stati pensati per essere utilizzati in seguito per uno o due asili nido. Ad eccezione delle tre torri, che raggiungono i cinque piani, e delle botteghe artigiane, che sono a due piani compreso il piano terreno, tutti gli edifici sono a tre piani. La struttura dei fabbricati è in cemento armato, con una luce dei solai quasi costante di 5 m; il rivestimento esterno è in mattoni multiformi a faccia a vista; il basamento è in pietra di Trani bocciardata; la copertura a tetto in tegole marsigliesi. Per tutto il quartiere sono stati adottati 3 tipi di infissi esterni: due in legno, con persiana alla romana di colore variabile da nucleo a nucleo nelle facciate e con avvolgibili nelle logge, e uno in ferro, per i servizi igienici e le scale. La pavimentazione esterna è in asfalto per i marciapiedi e lastre di cemento per le strade carrabili interne.
Pur trattandosi di alloggi ultrapopolari (quotati all’epoca 400.000 lire a vano, comprese cantina e cucina attrezzata) presentano una finitura superiore per la categoria, grazie agli accorgimenti adottati, che hanno permesso di economizzare i costi. Tra questi accorgimenti si possono annoverare: solai di luci identiche, altezza netta interna di 2,80 m, utilizzazione degli stessi particolari per l’intero quartiere ad esclusione delle ringhiere in ferro. Inoltre 10 degli 11 lotti che sono stati ultimati per primi nel 1959 sono stati vinti dalla medesima impresa costruttrice (Imprese riunite di Taranto); ciò ha permesso all’impresa stessa di applicare uno sconto dell’8% sugli appalti successivi.
Particolarmente studiato, dato l’impianto urbanistico basato su corpi di fabbrica ortogonali congiunti, è l’elemento tipo per il blocco d’angolo, dove lo svuotamento al piano terreno dei due sottopassaggi tra loro ortogonali, che facilitano molto i percorsi pedonali, trova rispondenza nell’arretramento dei piani superiori e nell’aggetto dei balconi angolari.
Le case a blocco isolate, che chiudono la composizione del quartiere a est e a ovest, sono state progettate usando gli stessi elementi costruttivi e gli stessi infissi delle altre unità.
Particolare risalto nell’insieme del quartiere assumono gli edifici progettati da Fiorentino, Selem e De Carlo (figg. 13 e 14), in cui l’uso dei loggiati continui, dei portici e alcune personali notazioni linguistiche introducono un elemento di novità rispetto alla compattezza degli altri blocchi, senza tuttavia rappresentare una stonatura, ma al contrario un arricchimento per tutto il quartiere.
* Le frasi riportate in corsivo sono tratte dalla relazione tecnica dell’intervento, pag. 15 del numero di Casabella indicato in bibliografia.

Bibliografia
Fonti bibliografiche
- Giancarlo Priori (a cura di), Carlo Aymonino, Zanichelli, Bologna, 1990.
- Casabella continuità, rivista internazionale di architettura e urbanistica, n. 231, settembre 1959.
Qualita' progettuale - componenti del progetto urbanistico
Urbanistica

I comparti residenziali sono distribuiti in stecche regolarmente disposte spesso in modo da formare corti aperte. Ciascuna unità è provvista di una quota di verde privato di pertinenza . Il verde pubblico risulta distribuito in tutto il lotto in superfici di modesta entità, al contrario delle prime ipotesi dove era concentrato in una grande fascia centrale. I servizi, come la chiesa e la scuola, sono collocati a lato del quartiere, in modo da evidenziare la compattezza del tessuto residenziale.
Edilizia
Le varie equipe progettuali che hanno partecipato alla realizzazione delle unità residenziali e commerciale hanno proposto diverse tipologie insediative.

Gli edifici ad uso negozi e abitazioni sono stati realizzati dall’architetto Sergio Lenci e prevedono corpi in linea su due piani fuori terra con negozi al piano inferiore.
Carlo Aymonino si è concentrato sulla soluzione ad angolo di raccordo tra i corpi residenziali ortogonali; questi ultimi sono stati progettati insieme agli architetti Ottolenghi e Fiorentino. Consistono in unità residenziali affiancate poste in linea di altezza tre piani, sia alloggi normali che duplex.
Sono inoltre presenti una tipologia detta ‘a torre’ dell’arch. Chiarini, di altezza complessiva di cinque piani, e una tipologia ‘a blocco isolato’ dell’arch. Girelli, di tre piani fuori terra.
Da ultimi, sono presenti un ulteriore edificio ad uso negozi e abitazioni che si presenta sempre di forma allungata e tre piani fuori terra, opera dell’arch. De Carlo, e edifici con alloggi normali e duplex, realizzati dagli arch. Fiorentino e Selem.

Infrastrutture

L’intervento si inserisce nel progetto di viabilità identificato del PRG. La maggior parte delle strade viene costruita appositamente per questo nuovo intervento, che si innesta solo su una arteria stradale forte preesistente. Il disegno della viabilità unisce nel modo più diretto e semplice possibile tutti i comparti costruiti, i quali, nonostante le loro forme regolari, sono disposti sull’area in modo irregolare. Non sono previsti interventi particolari di moderazione del traffico né la costruzione di alcuna pista ciclabile, bensì solo di marciapiedi per i pedoni.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 15 dicembre 2011 )
 
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