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Recupero urbano del quartiere Porta Napoli a Taranto Stampa E-mail
Scritto da Damianos Damianakos   
giovedì 06 ottobre 2016
AutoreSara Greco
RelatoreProf. Paolo Ventura
Correlatore
UniversitàUniversità degli studi di Parma
Data di discussione2016-07-15
Anno Accademico2015-2016
LuogoTaranto
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ABSTRACT [Estratto]



Per comprendere ed analizzare una città occorre innanzitutto, fare un breve excursus di quelle che sono state le trasformazioni avvenute nel corso del tempo e le dinamiche che hanno portato a delineare la sua forma. Ma parlando di forma, non si può di certo pensare a qualcosa di statico, poiché la città è sottoposta continuamente a crescita e mutamenti, basti pensare ai numerosi piani e programmi messi in atto per lo sviluppo del tessuto urbano. Oggi, infatti, si sente continuamente parlare di rigenerazione, riqualificazione, recupero e riuso, ma passaggio fondamentale per provvedere alla sistemazione della città e per rispondere alle richieste degli abitanti, è lo studio degli strumenti urbanistici a disposizione.



Per la mia tesi, ho scelto come città Taranto, un comune del Mezzogiorno e antica colonia della Magna Grecia, nota per la sua particolare conformazione geografica, divisa da due mari (Mar Grande e Mar Piccolo). […] Il mio studio è basato sul quartiere Porta Napoli, punto di snodo fondamentale per l'intera città, data la presenza di infrastrutture come: la stazione ferroviaria, il porto mercantile e i principali collegamenti stradali, che mettono in comunicazione la città con la provincia. Dal punto di vista urbanistico, il quartiere risulta essere caratteristico per la sua forma, quasi fosse un imbuto che si restringe in corrispondenza del Ponte di Pietra, unico collegamento con la Città Vecchia, e dal punto di vista architettonico, per la presenza di organismi edilizi costruiti negli anni '20, utilizzati come ex magazzini generali, la maggior parte dei quali risultano oggi dismessi. Da anni, l'intero quartiere è caratterizzato da un forte degrado sia edilizio che sociale, oltre che ad essere una parte di città completamente dimenticata dai cittadini e frequentata dai pochi residenti, lavoratori e pendolari. Dopo l'analisi dei diversi isolati che formano l'intero quartiere, il passo successivo è stato quello di scegliere un'area, decisione scaturita dal rapporto che questa ha con la stazione ferroviaria e dalla presenza di una grande superficie inutilizzata e in stato di abbandono. Quest'area, oltre ad essere per gran parte perimetrata e quindi inaccessibile, ospita diversi edifici che erano precedentemente di proprietà delle Ferrovie dello Stato e che oggi risultano alcuni abbandonati, altri adibiti a locali di servizio per la stazione, un edificio in modeste condizioni con destinazione residenziale e uffici ed infine due edifici, anche questi di proprietà delle Ferrovie, ma occupati abusivamente dalla gente del posto. Tutta la zona, quindi, risulta essere poco funzionale e spesso si tende ad isolarla dal resto della città. Sulla base di queste caratteristiche e analisi, il mio compito è stato quello di cercare, attraverso il recupero urbano, di valorizzare gli organismi edilizi esistenti, di creare un punto di interesse per i cittadini, da inserire nel contesto urbano, che sia in grado di dialogare con le zone circostanti. Questo potrebbe, infatti, rappresentare un motivo di attrazione e aggregazione per i residenti e i viaggiatori.



 



 



 

Tipologia tesiProgetto urbanistica
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 ottobre 2016 )
 
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