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Vila Olimpica, Barcellona Stampa E-mail
Scritto da beatrice   
domenica 20 luglio 2008
Autore schedaBeatrice
ProgettistaArc. Mackay, Arch. Martorell, Arch. Bohigas, Arch.Puigdomenech
Anno di Progettazione1985
Anno di Realizzazione1992
PaeseSPAIN
Committenza/Soggetti promotoriComune di Barcellona
Strumenti urbanistico
Dati quantitativi
Popolazione insediata10.000 abitanti abitanti
Superficie territoriale (St) mq
Superficie o volume utile edificati (Su)150.000 mq mq o mc
Superficie fondiaria (Sf) mq
Superficie coperta residenziale (Scr) mq
Superficie delle strade mq
Superficie dei parcheggi pubblici mq
Superficie dei servizi pubblici mq
Superficie del verde pubblico attrezzato100.000 mq mq
Numero alloggi (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali mq
Superficie delle attivita direzionali mq
Superficie delle attivita ricettive mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali mq
Densità abitativa
Descrizione sintetica generale

L'area in cui sorge il quartiere della Vila Olimpica sostituisce l'antica zona industriale del Polble Nou, che era diventata uno dei settori più degradati della città. In seguito alla nomination di Barcellona in qualità di sede delle Olimpiadi del 1992 tutta questa zona venne rinnovata completamente: vennero abbattute le fabbriche che ancora vi si trovavano e si costruì ex novo una piccola città, che servì da alloggio per gli atleti durante i giochi, e che si propone come modello urbanistico. Il complesso è stato concepito a partire dalla struttura dell'Eixample di Ildefons Cerdà, con vie rettilinee e ampi isolati di appartamenti che conservano il loro spazio interno come giardino comunitario e zona di servizi. Una delle sue arterie principali è L'Avinguda d'Icaria, lungo la cui zona centrale vennero installate nel 1992 delle originali tettoie; l’opera attua una rottura formale con la rigorosa e omogenea composizione delle facciate degli edifici che la circondano, riempiendo la strada di una drammatica espressività. L'Ayuntamiento de Barcelona con il coordinamento di Oriol Bohigas, promosse infatti numerosi interventi urbanistici, architettonici e infrastrutturali miranti a conferire un nuovo volto alla città e pianificare aree di nuova centralità. Oltre alla realizzazione del Villaggio Olimpico e le installazioni di strutture sportive nella collina del Montjuic pensò alla riorganizzazione del sistema ferroviario, alla riqualificazione della zona del vecchio porto e al recupero di spazi inutilizzati.
Tutti questi progetti, si sono ispirati alle teorie della Escuela de Barcelona e hanno fatto capo a un modello di città metropolitana caratterizzato da una estrema funzionalità, da uno stretto rapporto con il mare, dall'equilibrio fra la tradizione costruttiva e l'innovazione tecnologica. Gli interventi per i Giochi Olimpici si concentrarono essenzialmente in quattro grandi aree urbane, collegate tra loro ed integrate agli altri quartieri della città attraverso un sistema infrastrutturale che va dalla passeggiata pedonale all'autostrada urbana.
Nel Porto Olimpico,  creato anch'esso in occasione della celebrazione delle Olimpiadi del 1992, per ospitare la sede delle prove di vela, usato oggi per finalità nautiche, oltre che come zona di svago cittadino, troviamo la Villa Olimpica progettata dagli architetti O. Bohigas, J. Martorell, D. Mackay e A. Puigdomènech, nuovo "eixample" verso il mare, è un'area destinata ad ospitare le residenze per gli atleti e occupa una superficie di 150 ha. dei quali 100 sono per zone verdi e attrezzature. In seguito si é trasformato nel quartiere che oggi ammiriamo. Il progetto traduce un'idea di waterfront per cui il passaggio città-mare non debba essere più un lungomare tradizionale bensì un'area strutturalmente complessa fatta da spazi funzionalmente interconnessi. Ai blocchi residenziali ordinati che seguono la trama della maglia ottocentesca, sono contrapposti gli edifici per i servizi distribuiti sulla linea di costa. Tra questi, aree destinate a verde si alternano a passeggiate pedonali su vari livelli e piazze. Sul waterfront, attorno al regolare impianto del nuovo Porto Turistico, sorgono i due grattacieli della Torre Mapfre e dell'Hotel Arts del cui progetto fa parte il Peix di Frank Gehry.
L' Hotel Arts è un edificio costruito mediante sistemi di ingegneria estremamente avanzati; progettato dall'architetto nordamericano Bruce Graham, è un enorme cubicolo di vetro avvolto da una struttura metallica di color bianco che sembra un grande meccanico. Ha 44 piani, che ospitano 45 stanze e 29 appartamenti; ha anche un parcheggio sotterraneo e 10 sale per riunioni, che ne fanno un importante centro internazionale di conferenze. I dintorni dell'albergo sono occupati da una zona commerciale e una vasta zona i giardini con l'originale pesce dai riflessi dorati di Frank Gehry, struttura gigante in bronzo che per le sue dimensioni è ben visibile da qualsiasi punto del Passeig Maritim di Bacellona.
La Torre Mapfre, opera degli architetti Inigo Ortiz ed Enrique Leon è un edificio di uffici con facciate esterne rivestite di acciaio e vetro; i vetri sono leggermente inclinati verso il suolo per evitare la sensazione di vertigine e permettere una migliore visione della città dall'interno dell'edificio. Il grattacielo dispone di ascensori a due piani, per far fronte alla gran domanda di trasporto interno che si produce nelle ore di punta. Questi due grattacieli costituiscono una nuova porta di Barcellona, da cui nasce il Carrer de la Marina, una via che sbocca sul porto.
L'ingresso alla Villa Olimpica dalla città è segnato dagli “edifici porta” (Central Telefonica di J. Bach e G. Mora, Eurocity 1 di R. Amadò e L. Domènech, Eurocity 2,3,4 di H. Piñon e A. Viaplana), situati a cavallo di alcune importanti strade che giungono in direzione ortogonale alla linea di costa.
Anche la Anella Olímpica (MNAC di Gae Aulenti) raggruppa tutta una serie di impianti come lo Stadio Olimpico - già costruito nel 1929 e ristrutturato da V. Gregotti - e il Palau Sant Jordi, opera del quest'ultima del giapponese Arata Isozaki. E' un padiglione sportivo multifunzionale della capienza di 12.000 persone, che può essere aumentata a 15.000 mediante l'utilizzo di tribune mobili, realizzata con l'intento di accogliere manifestazioni relative a sport oltre che manifestazioni quali concerti ed eventi di altro tipo.
All'interno del Palau, oltre a partite di basket, pallavolo, pallamano e altri sport “canonici” di altissimo livello, si tengono anche manifestazioni quali gare di trial, di surf e di snowboard indoor. La polivalenza dell'uso è stata progettata e costruita in modo da consentire, il montaggio di strutture particolari come quella della piscina che è stata realizzata per i Mondiali di Nuoto.

 

Bibliografia
Studi tecnici della Editorial Escudo de oro, S.A, Guida di Barcellona,Editorial Escudo de Oro, S.A. pp. 134-139
http://icar.poliba.it/storiacontemporanea
htttp:/www.fotoarchitettura.it
Qualita' progettuale - componenti del progetto urbanistico
Urbanistica



La vila Olimpica usufruisce di una vasta zona di giardini, che nella loro totalità rappresentano quasi la metà dell'area dedicata a zona verde di Barcellona, senza contare i Parchi di Montjuic e la serra di Collserola.


Edilizia



L'area residenziale occupa 50 ettari e consta di circa 2000 appartamenti; il complesso è stato concepito a partire dalla struttura dell'Eixample di Ildefons Cerdà, con vie rettilinee e ampi isolati di appartamenti che conservano il loro spazio interno come giardino comunitario e zona di servizi. Gli edifici residenziali si sviluppano attorno a quella che si configura come la Rambla del nuovo quartiere, la Avenida Icaria, una scultura costituita da una serie di strutture di metallo e legno che evocano un viale alberato. L’opera di Pergole di E. Miralles e C. Pinòs attua una rottura formale con la rigorosa e omogenea composizione delle facciate degli edifici che la circondano, riempiendo la strada di una drammatica espressività.


Ai blocchi residenziali ordinati sono contrapposti gli edifici per i servizi distribuiti sulla linea di costa, come i due grattacieli della torre MAPFRE e dell'Hotel Arts. L'ingresso alla vila olimpica è segnato dagli edifici con tipologia a torre della Central Telefonica di J. Bach e G. Mora e Eurocity 1,2,3.Un altro esempio di edificio a torre presente nel quartiere è quello del complesso residenziale Plaza Tirant Lo Blanc di J. A. Martinez.


Infrastrutture



Carrer de la Marina,è una via che ,mentre prima era interrotta dalla strada ferrata, adesso sbocca sul porto,diventando un nodo fondamentale nelle comunicazioni tra il villaggio olimpico ed il centro della città. Viale di 25 metri di larghezza,nell'asse del nuovo Parco del Litorale,strutturato in 3 grandi aree verdi.


Sulla Rambla de Mar;nel Port Vell,è presente un ponte pedonale che incombe sul complesso di edifici di Maremagnum, con bar,ristoranti e negozi.


Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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