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quartiere casanova Stampa E-mail
Scritto da ilaria schiaretti   
martedì 22 luglio 2008
Autore schedaIlaria Schiaretti
ProgettistaGruppo di lavoro interdisciplinare coordinato da Frits van Dongen
Anno di Progettazione2002
Anno di Realizzazione2005
PaeseITALY
Committenza/Soggetti promotori▪ assessori all’urbanistica e all’ambiente del Comune di Bolzano ▪ staff tecnico dell’Ufficio Pianificazione e dell’Ufficio Ambiente del Comune di Bolzano ▪ responsabili degli Uffici Mobilità e Infrastrutture della Ripartizione Lavori Pubblici del Comune di Bolzano ▪ responsabili tecnici di SEAB, SASA e AE ▪ rappresentanti a livello direttivo e tecnico dell’IPES e delle Associazioni Cooperative (ACLI, LEGA, UNIONE e KVW) ▪ delegazione del Consiglio di Circoscrizione Don Bosco
Strumenti urbanistico▪ 2002_Prima normativa edilizia per l’introduzione della procedura CasaClima ▪ 2004_Certificazione RIE (riduzione impatto edilizio) ▪ 2007_Nuovo regolamento edilizio comunale, che prevede come standard minimo l’appartenenza alla classe B (consumo < 50 kwh/mq/anno) per tutti gli edifici pubblici e privati di nuova costruzione e per quelli sottoposti a una ristrutturazione che coinvolga almeno il 50% del volume o della superficie utile e l’uso obbligatorio di pannelli solari termici o fotovoltaici per almeno il 25% del fabbisogno termico totale equivalente
Dati quantitativi
Popolazione insediata3500 abitanti abitanti
Superficie territoriale (St) mq
Superficie o volume utile edificati (Su)62699 mq o mc
Superficie fondiaria (Sf)69954 mq
Superficie coperta residenziale (Scr)49172 mq
Superficie delle strade18684 mq
Superficie dei parcheggi pubblici-------- mq
Superficie dei servizi pubblici6336 mq
Superficie del verde pubblico attrezzato23799 mq
Numero alloggi (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali7200 mq
Superficie delle attivita direzionali-------- mq
Superficie delle attivita ricettive-------- mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali-------- mq
Densità abitativa
Descrizione sintetica generale

Il progetto CasaNova è finalizzato a soddisfare il fabbisogno di casa nel settore dell’edilizia sociale con una pianificazione fortemente promossa e guidata dallo stesso Comune di Bolzano. L’iniziativa assume grande importanza perché costituisce un modello insediativo esemplare, capace di garantire alta qualità di vita all’interno del nuovo quartiere e al tempo stesso propone una riqualificazione di tutto il contesto urbano periferico, mettendo a disposizione di tutta l’area limitrofa l’ampia quantità di verde pubblico e di servizi pubblici e privati.
Il quartiere CasaNova sorgerà nella periferia ovest di Bolzano, a nord del fiume Isarco (figura 1). La collocazione del nuovo intervento è stata una conseguenza dell’acquisto da parte del Comune di aree agricole disponibili a nuovi utilizzi. La zona scelta comprende dieci ettari in un’unica area direttamente adiacente alla città, per evitare dispersione ed eccessivo decentramento. L’area è posta ai limiti del territorio urbanizzato, ma si trova nelle vicinanze dei punti nevralgici della città ed è quindi costretta ad un continuo confronto con essi. La forte presenza del fiume Isarco, la vasta campagna del Kaiserau, il rigido sistema viario governato da via Resia, da un lato sono stati elementi che hanno dato forza al progetto, ma dall’altro sono stati fonte di non pochi problemi. L’area oggetto di intervento era infatti caratterizzata dalla presenza di scarsi collegamenti alle reti infrastrutturali, dalla permanenza di alcuni edifici residenziali-rurali preesistenti e da problematiche condizioni idro-geologiche determinate dal livello molto alto della falda e dalla prossimità del fiume Isarco. Un’ulteriore minaccia al successo dell’intervento è stata l’opposizione da parte degli abitanti del quartiere Ortles-Similaun, immediatamente contiguo all’area, preoccupati per le possibili conseguenze di un ulteriore edificazione nelle vicinanze del proprio quartiere. Notevole è anche stato il malessere del mondo contadino, che ha visto nell’intervento una minaccia al patrimonio rurale del Comune.
La progettazione del piano è stata affidata, attraverso gara internazionale, al gruppo di lavoro coordinato dall’architetto olandese Frits van Dongen, con la partecipazione diretta di vari soggetti; il progetto quindi nel complesso è stato frutto di grande confronto e collaborazione. I progettisti sono stati affascinati dal rapporto tra la grande città e la campagna del Kaiserau. L’obiettivo è stato quello di far penetrare il nuovo quartiere nella campagna, che non viene così eliminata, ma lascia alcune tracce nell’ampio parco verde con le tessiture fondiarie, i percorsi e gli allineamenti.
L’intervento è basato su un impianto urbanistico formato da “castelli” di forma e dimensione variabili, immersi nel verde pubblico. Questo forte impianto mostra dal punto di vista sociale la volontà di formare micro-comunità, mentre dal punto di vista formale si propone di realizzare nuclei abitativi fortemente caratterizzati e riconoscibili, generati da una chiara logica insediativa, contro la soluzione tradizionale basata sulla ripetizione di blocchi abitativi uguali ed allineati. Dal punto di vista urbanistico infine la qualità consiste nel collocare le residenze in una vasta area di verde pubblico, articolata in piccoli parchi, in opposizione alla soluzione tradizionale che privilegia il verde privato, solitamente separato dalle residenze e difficile da gestire.
Il nuovo quartiere pone grande attenzione al tema dell’eco sostenibilità, puntando sulle tecnologie a basso consumo energetico e a minor impatto ambientale. I progettisti si sono infatti concentrati su alcuni aspetti, come l’orientamento solare dei fabbricati, assecondato anche dalla graduazione delle altezze degli edifici che si abbassano verso sud e la forma degli isolati a corte semi-aperta in funzione del vento, sia per protezione che per ventilazione favorevole. La sensibilità verso l’aspetto ambientale si esplica anche a scala di quartiere attraverso alcune scelte, come la gestione integrale in loco delle acque meteoriche, la conservazione di un’ampia superficie permeabile verde, le coperture verdi degli edifici e la formazione di una zona umida (biotipo) lungo la ferrovia, capaci di produrre effetti favorevoli sul microclima. Altri importanti interventi sono la realizzazione di un teleriscaldamento di quartiere, l’ampia dotazione di pannelli solari e la formazione della barriera anti-rumore sulla linea ferroviaria.

 

Bibliografia
http://www.comune.bolzano.it
C. Bisceglia, "Progettazione urbana sostenibile nei paesi a clima mediterraneo", in L’industria delle costruzioni, n. 398, pp. 94-103, 2007
Qualita' progettuale - componenti del progetto urbanistico
Urbanistica



Il principio insediativo è fondato sui “castelli”, nuclei residenziali formati da tre o quattro imponenti edifici raccolti attorno ad una piccola corte verde; viene così sintetizzato il tema del rapporto “città-campagna”. Le otto corti residenziali, immerse in un vasto parco pubblico, si distribuiscono su una grande piastra basamentale rialzata di un metro circa rispetto al piano campagna. Ogni nucleo è diverso, come ogni edificio. In posizione quasi centrale rispetto al nuovo insediamento sorge una grande corte, formata da sei fabbricati con funzione mista residenziale-commerciale-terziario (figura 2). La localizzazione di questa corte suggerisce già l’importanza che questa assume all’interno del progetto; essa infatti racchiude la piazza principale del quartiere, spazio di aggregazione e di incontro e luogo in cui si svolgono tutte le attività basilari del nuovo insediamento. Alla corte centrale giungono tutti i percorsi, non solo pedonali, che attraversano l’area. Molto importante è il percorso pedonale che collega la corte principale al quartiere adiacente; questo mostra la forte volontà di integrare il nuovo insediamento con l’intorno urbano già consolidato.


Edilizia



Tutti gli edifici che costituiscono il nuovo quartiere, sia quelli residenziali che quelli a destinazione mista, presentano una caratteristica forma a corte (figura 3). Tutti i lotti interpretano il tema del “castello” e sono accomunati da tre elementi:


 la corte, cuore dell’isolato, su cui si affacciano tutti gli alloggi e in cui si snodano tutti i percorsi che permettono di accedere ai singoli edifici e di giungere agli spazi più pubblici del quartiere. La corte è il punto di riferimento per gli abitanti, è il luogo in cui si svolge la vita sociale quotidiana dei residenti, ma rappresenta anche lo spazio in cui si realizza la mediazione tra lo spazio esterno e la vita privata (figura 4).


 l’involucro, in generale varia a seconda della funzione; all’esterno si presenta più austero, compatto e unitario, mentre all’interno è costituito da elementi più leggeri (figura 5).


 il recinto, elemento che fornisce agli isolati un carattere di introversione. Gli edifici che circondano la piccola corte si ergono imponenti, in modo da formare verso l’interno uno spazio più privato (figura 6).




Il quartiere CasaNova dimostra, attraverso una serie di scelte (materiali isolanti impiegati, spessore dei muri, dimensione e numero di aperture in funzione dell’orientamento dei fronti), l’attenzione posta verso l’ambiente e la volontà di giungere ad una consistente riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di sostanze inquinanti. In particolare, gli obiettivi principali che il progetto si è prefissato sono tre:



 RIDUZIONE DEL FABBISOGNO ENERGETICO PER IL RISCALDAMENTO INVERNALE E LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA.


Nel rispetto delle norme vigenti è stato fissato il limite di 30 kWh/mq/anno (CLASSE A) per gli edifici di volume maggiore o uguale a 20000 m3 e di 50 kWh/mq/anno (CLASSE B) per gli edifici di volume minore o uguale a 5000 m3. Tutti gli edifici residenziali del nuovo quartiere quindi rientrano nella CLASSE A o al massimo in quella B. Per gli edifici con altra destinazione d’uso (edifici per il terziario, scolastici, sportivi, …) è prescritto il rispetto della CLASSE A, indipendentemente dalla volumetria. Con queste innovative soluzioni è stato possibile raggiungere un risparmio del fabbisogno energetico annuo del 42% rispetto agli edifici di tipo tradizionale.


 UTILIZZO RAZIONALE ED EFFICACE DELLE FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI.


Per la produzione e distribuzione di energia termica è stato realizzato un impianto di teleriscaldamento per l’intero quartiere. Questa soluzione presenta numerosi vantaggi, come il controllo delle emissioni inquinanti, che vengono in questo modo concentrate in unico punto, in modo da consentire una costante manutenzione dei valori minimi ed un controllo continuo sulla tipologia e la quantità di emissioni. Con questa innovativa soluzione è stato possibile raggiungere un risparmio del fabbisogno energetico annuo del 31% rispetto ad una soluzione con impianti a caldaie autonome per singola unità abitativa.


 OTTIMIZZAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO DELLE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI.


Per una maggiore efficienza energetica e copertura del fabbisogno termico per la produzione di acqua calda sanitaria è stato realizzato un impianto centralizzato a collettori che sfrutta l’energia solare. La maggior parte dei collettori sono stati installati lungo la ferrovia tangente al nuovo quartiere, in posizione ottimale per l’orientamento solare e per l’ampia superficie sfruttabile. E’ inoltre prevista l’installazione di un impianto di refrigerazione ad assorbimento e di un impianto di raffrescamento estivo delle unità abitative, che utilizzi anch’esso l’energia solare come fonte energetica. Con queste innovative soluzioni è stato possibile raggiungere una riduzione del 36% del fabbisogno energetico annuo rispetto a quello prodotto con fonti energetiche tradizionali.




Il nuovo quartiere prevede inoltre innovativi accorgimenti anche per la distribuzione di acqua potabile e di gas ad uso domestico, per lo smaltimento delle acque nere, per la distribuzione di energia elettrica e per lo smaltimento delle acque bianche, sia pubbliche che private, raccolte in cisterne o vasche e successivamente utilizzate per l’irrigazione.


Infrastrutture



L’attuazione del progetto comporta la realizzazione di alcuni interventi al di fuori dell’area, necessari per l’accessibilità al nuovo quartiere e per il collegamento al quartiere adiacente e al sistema della mobilità urbana esistente.


L’integrazione tra l’area di intervento e la città è stata raggiunta mediante l’apparato urbano del verde, il sistema di accessibilità e mobilità, costituito da percorsi pedo-ciclabili e linee di trasporto pubblico, con l’intento di diminuire in modo consistente il traffico automobilistico privato, mantenendo così il sistema della mobilità interna a basso traffico.


La viabilità dell’area di progetto, che presenta attualmente un unico collegamento diretto a Via Resia, sarà integrata con la sistemazione e l’utilizzo della strada arginale esistente, che sarà messa in comunicazione con via Ortles e con la strada centrale del nuovo quartiere con la creazione di un secondo attacco a Via Resia all’altezza del ponte sul fiume Isarco. Si realizzeranno poi due ulteriori collegamenti stradali per congiungersi a Via Resia all’altezza dell’incrocio con Via Bari e Via Sassari.


Il sistema pedo-ciclabile interno al nuovo quartiere sarà connesso al sistema pedo-ciclabile urbano, sia sull’asse che collega il fiume al centro storico che sull’asse perpendicolare a questo, in modo da garantire il collegamento del nuovo quartiere con le attrezzature pubbliche, come scuole e parrocchie.


L’area di progetto coinvolge la presenza della linea ferroviaria che attraversa la città e questo costituisce un’importante occasione per attivare il progetto della “ferrovia metropolitana”. Una scelta importante nell’ambito del nuovo intervento è stata quella della posizione della nuova stazione, forte elemento di riconoscimento e snodo fondamentale per la mobilità di tutta l’area (figura 7).


Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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