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Zac Seine-Rive Gauche, Parigi Stampa E-mail
Scritto da maristella medici   
giovedì 29 maggio 2008
Autore scheda
Progettistacoordinamento della Zac: Roland Schwaitzer
Anno di Progettazione1991
Anno di Realizzazione1998
PaeseFRANCE
Committenza/Soggetti promotoriSEM (Società di Economia Mista) del comune di Parigi
Strumenti urbanisticoPOS (Plan d’Occupation du Sol, approvato nel 1977); Piano Programma della Zona Est di Parigi: Schema di Settore del 1973 e Schema Direttore del 1975 (essi suggeriscono delle metodologie che affrontano alcuni nodi essenziali dell’intervento nella città contemporanea)
Dati quantitativi
Popolazione insediata3000 abitanti
Superficie territoriale (St) mq
Superficie o volume utile edificati (Su)520000 mq o mc
Superficie fondiaria (Sf) mq
Superficie coperta residenziale (Scr) mq
Superficie delle strade300000 mq
Superficie dei parcheggi pubblici4000 posti auto mq
Superficie dei servizi pubblici mq
Superficie del verde pubblico attrezzato7000 mq
Numero alloggi (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali100000 mq
Superficie delle attivita direzionali900000 mq
Superficie delle attivita ricettive300000 mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali150000 mq
Densità abitativa
Descrizione sintetica generale
Dalla fine degli anni Sessanta e fino a tutti gli anni Ottanta si assiste in Francia ad una vera e propria fioritura di Zac (Zone d’Amènagement Concertè, procedura utilizzata per la pianificazione urbana, volta a coordinare gli interventi sia pubblici che privati). Bisogna ricordare che dopo la distruzione brutale dei tessuti antichi, perpetrata a Parigi fino al 1975, e la loro sostituzione con torri e linee, un dibattito teorico importante si è sviluppato fra quelli che sostenevano la tesi del funzionalismo del Movimento Moderno e quelli che esaltavano il ritorno all’isolato e alla strada assieme alla conservazione dei tessuti unitari. Alcuni esempi di zac parigine hanno contribuito a portare in primo piano alcune operazioni che confermano il ruolo di laboratorio urbano della capitale, soprattutto per quanto riguarda due aspetti: quello della progettazione e quello della concentrazione fra operatori, quali la municipalità, l’Apur, le Società di Economia Mista e i progettisti.L’area nella quale si inserisce questa nuova Zac è una delle più importanti da un punto di vista strategico: è una fascia di terreno parallela alla Senna che si estende per 2,7 Km tra il Ponte Austerlitz e il boulevard orientale, occupata dai binari, aree industriali dismesse e vecchi edifici del porto di Parigi. Nonostante la posizione proprio di fronte al settore di Bercy, già in pieno rinnovo all’inizio degli anni Settanta, l’area è assoggettata ad una profonda trasformazione solo dopo la costruzione della Biblioteca Nazionale di Francia, inaugurata nel 1992 come uno degli ultimi Grandi Progetti. Praticamente inabitato e ricco di terreni immediatamente disponibili, questo settore ricopre un ruolo cruciale nei confronti dell’intera città, sia per la sua estensione, pari a circa 130 ettari, sia per la posizione del sito oltre che per le implicazioni temporali del processo di urbanizzazione, previsto in un arco ventennale.Dopo gli studi preliminari realizzati dall’Apur a partire dal 1986, nel 1991 viene affidato l’incarico di approfondire le analisi a Roland Schwaitzer, con il compito di precisare gli orientamenti programmatici e morfologici, già suggeriti dal primo Plan d’Amènagement de Zone, ripreso nelle grandi linee dal secondo e approvato nel 1993. L’applicazione della Zac dà origine a due griglie ortogonali, da una parte e l’altra della Biblioteca Nazionale, strutturate da assi che attraversano gli isolati nei due sensi, sia perpendicolarmente alla Senna che in direzione est-ovest, tagliando il grande podio della Biblioteca. Le volumetrie presentano facciate continue e allineate, dando luogo ad isolati quadrati o rettangolari, intersecati da aperture, larghe dai 6 agli 8 metri, che consentono di traguardare lo sguardo sui giardini interni oppure verso punti di vista più distanti. Si vengono a formare tre grandi blocchi residenziali, di cui particolarmente importante risulta essere quello chiamato T1 (figura 1) che contiene al centro il giardino James Joyce, progettato da Desvigne e Dalnoky: un quadrato con uno dei vertici costituito dalla chiesa progettata de Pierre-Louis Faloci.  
Bibliografia
Zac Seine-Rive Gauche, la nuova biblioteca e il suo quartiere, in “EDILIZIA POPOLARE”, n. 257/258, 1998.  L’ARCHITECTURE D’AUJOURD’HUI, n. 294.
Qualita' progettuale - componenti del progetto urbanistico
Urbanistica
Principio fondamentale è che l’insieme delle costruzioni affaccino su uno spazio pubblico. Il perimetro della Zac è inserito in una fascia parallela alla Senna di circa sei ettari, compresi tra i ponti di Tolbiac e di Bercy e delimitata, oltre che dalla Senna, dai binari e dal quartiere Chevaleret, ad est e ad ovest.
Le caratteristiche determinanti sono date dalla presenza della Biblioteca Nazionale e dalla grande Avenue de France, da costruirsi sopra i binari, bordata da grandi edifici alti 35 m. Il sito stesso ha imposto non pochi vincoli, a partire dalla presenza monumentale della biblioteca all’organizzazione della volumetria dei nuovi quartieri, in relazione al dislivello di ben 7 m che si registra lungo l’Avenue de France.
Questa grande operazione prevede al suo interno la realizzazione di 100 mila mq di terziario, 950 alloggi, per il 95% a carattere sociale, 30 mila mq di commerci e attività, poco meno di 7 mila mq di giardini pubblici, una scuola polivalente, una chiesa, un asilo nido e una scuola materna con altezze non superiori ai 24 m verso il fiume, e ai 35 m lungo la futura Avenue de France.
Edilizia
520'000 mq, 950 alloggi, di cui un terzo PLA (locativo agevolato), un terzo per il ceto medio e un terzo libero. Gli alloggi agevolati comprendono atelier per artisti e alloggi per anziani.
Infrastrutture
La grande opportunità sviluppata per l’urbanizzazione della Zac consiste nella copertura della ferrovia, per creare un’area artificiale edificabile, la sola possibilità per prolungare l’urbanizzazione verso la Senna, ricostituendo la continuità del tessuto urbano, interrotta in corrispondenza delle aree ferroviarie.
La riva sinistra della Senna era una volta intensamente occupata da attività industriali e quindi ben servita da una strada di scorrimento veloce che, pur garantendo una rapida via di accesso al centro città, costituiva una frattura notevole nei confronti della fruizione fluviale.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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