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Quartiere Ponte Mammolo-Roma Stampa E-mail
Scritto da Erika Costa   
domenica 19 aprile 2009
Autore scheda
ProgettistaNucleo nord-ovest: L.Vagnetti (capogruppo), S.Bollati, M.Costantino.Nucleo sud: G.Vaccaro (capogruppo), R.Amaturo, A.Manzone, F.Palpacelli
Anno di Progettazione1957
Anno di Realizzazione1962
PaeseITALY
Committenza/Soggetti promotoriINA Casa
Strumenti urbanisticoPEEP
Dati quantitativi
Popolazione insediata3000 abitanti
Superficie territoriale (St)125000 mq
Superficie o volume utile edificati (Su)62000 mq o mc
Superficie fondiaria (Sf)40500 mq
Superficie coperta residenziale (Scr)31300 mq
Superficie delle strade32400 mq
Superficie dei parcheggi pubblici mq
Superficie dei servizi pubblici85000 mq
Superficie del verde pubblico attrezzato mq
Numero alloggi562 (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali3500 mq
Superficie delle attivita direzionali mq
Superficie delle attivita ricettive4055 mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali mq
Densità abitativa
Descrizione sintetica generale
Ponte mammolo è il nome del ventinovesimo quartiere di Roma. Si trova nell’area nord-est della città nel territorio amministrativo V del municipio. Il quartiere è sorto negli anni venti senza seguire piani urbanistici, e si è sviluppato attorno al nucleo del carcere di Rebibbia, costruito nel 1938. Tra il ’57 e il ’62 è stato poi realizzato il complesso residenziale INA – Casa. L’espansione è poi proseguita negli anni successivi per raggiungere le dimensioni attuali. Il quartiere Ponte Mammolo prende il suo nome da un antico ponte, posto sulla via Tiburtina non lontano dalla stazione metropolitana, fu probabilmente costruito in epoca repubblicana. Anticamente chiamato "Pons Mammeus",il nome si presume che derivi da Giulia Mammea la madre dell’imperatore romano Severo Alessandro (222-235 d.C). In un documento medioevale del 1244 il ponte fu fortificato con l’aggiunta di torri che svolgevano anche il ruolo di posti di vetta. In seguito fu fatto saltare dai francesi per bloccare l’avanzata di truppe garibaldine, ma fu poi ricostruito nel 1871 nel sito che si trova a 400m più a sud rispetto al vecchio ponte di epoca romana. I resti sono visibili alla base di un ponte moderno. Costruito in tufo e travertino ha due grandi arcate, lungo sessantatre metri, scavalca l'Aniene con un arco a tutto sesto. La zona del quartiere presenta caratteristiche naturali attraenti, sia per essere delimitata in un lato dal fiume Aniene, sia per il suo variato andamento altimetrico, è stata progettata tenendo conto in modo determinante dei fattori paesaggistici, ambientali e morfologici. La parte compresa nella fascia alluvionale è all'interno della Riserva Naturale Valle dell'Aniene. Il parco Regionale di Aguzzano, con i suoi 620 ettari, all'interno del quale si sono trovati resti di una villa romana, attraversa la via Nomentana, la Tiburtina e giunge fino alla confluenza tra l'Autostrada Roma - l'Aquila e il G.R.A. Nelle vicinanze di questo quartiere troviamo le seguenti zone: Talenti, Podere Rosa, San Basilio. I due gruppi di progettazione, con capogruppi: L.Vagneti e G.Vaccaro, hanno delineato il nucleo nord lungo la via Tiburtina e il nucleo sud al livello del fiume sviluppando in maniera molto diversa il tema della ricerca, sia sui tipi edilizi sia sull’impianto urbanistico. Ne deriva un’immagine ancora oggi fortemente distinta, riconoscibile anche nei diversi modi di “vivere” le due parti del quartiere. I due nuclei si affiancano ad un altro insediamento di edilizia pubblica dell’epoca, che ripropone schemi e tipologie tradizionali già presenti in altri quartieri romani. Il nucleo nord, che per la vicinanza alla via Tiburtina e la dotazione di servizi presenta un carattere decisamente più urbano, è impostato simmetricamente sulla via di Ripa Teatina, Il nucleo meridionale costituisce l’esemplificazione della ricerca tipologica condotta dai progettisti, in particolare da Vaccaro, sul tema della “unità di buon vicinato”, edifici a due piani con “pianta tipo"delle case sfalsate a due piani del nucleo nord. Oggi la ricerca progettuale e tipologica del quartiere risulta penalizzata dallo stato profondo di degrado, dai rivestimenti, agli spazi aperti verso l’intero nucleo. Solo recentemente si sta attuando un programma di recupero e manutenzione, con il rischio di compromissione definitiva del carattere unitario del nucleo sud. Vi è in corso il generale ripristino delle originali tinte delle facciate, in alcuni edifici ancora leggibili, con il grigio che segna la gabbia strutturale e il bianco latte degli sfondi, arricchiti da lievi sottosquadri.
Bibliografia
Margherita Guccione, Maria Margarita Segarra Lagunes, Rosalia Vittorini. “Guida ai quartieri romani INA Casa”, Gangemi Editore, Roma 2002 Indirizzi Web: http://www.pontemammolo.portalidiroma.it/storia/index.htm http://www.tagzania.com/pt/ponte-mammolo-linea-a.htm http://www.laboratorioroma.it/Progetti/Centralit/Ponte Mammolo/scheda_pontemammolo.htm http://www.stazionidelmondo.it/pontemammolo.htm http://www.geocities.com/athens/agora/9259/tiburti3.htm http://www.uniroma1.it/strappa/rw/uploads/2008/11/aa-vaccaro-ponte-mammolo.jpg.htm
Qualita' progettuale - componenti del progetto urbanistico
Urbanistica
Le parti meglio utilizzabili ai fini edilizi sono le due zone pianeggianti che si estendono rispettivamente lungo la via Tiburtina e lungo l’Aniene.
L’edilizia delle zone pianeggianti (nord e sud) è a due piani e quella sugli altipiani a tre. Gli edifici pubblici sono in linea di massima: il cinema, negozi, autoparcheggi, casa sociale, mercato coperto.
Nell’area a verde pubblico è presente un asilo nido che può essere raggiunto senza interferenza col traffico dei veicoli da tutti i bambini abitanti a valle delle alture.
Si accede dalla Tiburtina percorrendo via di Ripa Teatina, asse
centrale del nucleo nord. Sulla sinistra sono localizzati i
principali servizi, (figura 1) dai negozi in un corpo basso (a) con
pensilina, al centro sociale (b), fino al mercato (c), e all’asilo
nido (d), che conclude il percorso.
La via Rivisondoli, parallela all’Aniene, segna il confine con il nucleo sud, costituito da una serie di edifici a due piani allineati ortogonalmente al fiume,
aggregati a formare le “unità di buon vicinato”.
Sono presenti giardini privati e corti comuni attrezzate (g ), aggregati in modo complesso: uno schema planivolumetrico
innovativo nel panorama dell’edilizia pubblica dell’epoca.
Agli estremi, lungo il fiume, il nucleo si conclude con
una scuola elementare (h) – (figura 2) e con un edificio in linea a 4 piani (i) in
posizione elevata.
Edilizia
Due alti banchi di tufo segnano il dislivello tra i due nuclei, marcato dai due alti
edifici ad Y, previsti dal progetto proprio sulla sommità dei due rilievi.
Solo uno dei due è stato realizzato (f) e si presenta oggi completamente avulso dal resto del quartiere, dal quale si discosta fortemente per la localizzazione defilata, per l’impianto architettonico. (figura 3)
L’aggregazione dei moduli a due piani (con un appartamento per piano), sfalsati planimetricamente e serviti da un corpo scala ogni due moduli, sono sollevati su pilotis: lo spazio pubblico sottostante ha funzione di accesso e di parcheggio coperto, mentre le altre unità hanno giardini ai piani terra.(figura 4)
Per l’andamento alternato delle falde di copertura i prospetti esterni (delle “unità di buon vicinato” si presentano sempre diversi, sia sul fronte verso il fiume che sul fronte interno, con la falda tagliata, di volta in volta, sul colmo.
Gli edifici sono caratterizzati da una struttura portante in cemento armato lasciata in vista con solai in laterocemento.
Serramenti in legno con persiane scorrevoli esterne.
Infrastrutture
Oggi Ponte Mammolo è una delle zone più trafficate di Roma, ed è uno dei più affollati nodi di scambio del sistema di trasporto della capitale.
La stazione di Ponte Mammolo si trova sulla linea B della metropolitana, e costituisce un punto di interscambio tra metro, autobus urbani, autobus extraurbani e mezzo privato.
Coinvolge per un raggio di circa 1 km, aree di importanza strategica per lo sviluppo futuro della città, sia su scala metropolitana che a livello locale.
Difatti in tale punto si intersecano sia grandi infrastrutture viarie a livello metropolitano (Metropolitana, asse via Tiburtina, viale Palmiro Togliatti) che sistemi naturali morfologici, come il fiume Aniene ed il suo ambito naturalistico.
L’antico Ponte Mammolo oggi costituisce la corsia verso la periferia della via Tiburtina, mentre la nuova corsia si trova oltre il ponte della metro.
Il futuro di Ponte Mammolo sarà interessato da un intervento di nuova Centralità, (figura 5) interamente di iniziativa pubblica, sarà proprio il nodo di scambio ad essere interessato, che funziona da anni ma che verrà rafforzato.
Infatti, oltre alla metro B,che verrà prolungata da Rebbibbia fino a Casal Monastero, e agli autobus, si prevede il prolungamento della diramazione C1
della nuova linea Metro C, dal capolinea previsto su via P. Togliatti (stazione Sacco e Vanzetti) fino al nodo di scambio di Ponte Mammolo.
600.000 mq. Sarà l'estensione della Centralità, che oltre al nodo di scambio, ospiterà nuove funzioni utili al quartiere, quali: uffici pubblici, facoltà universitarie, strutture per la cultura.
La connessione tra le due aree sarà assicurata da un percorso pedonale che attraverserà, sia in sovrappasso che in sottopasso, l'intero impianto viabilistico, arrivando fino a una vasta piazza triangolare che rappresenterà l'area di aggregazione principale del nuovo quartiere.
Figura1-Planimetria 1:5000, con legenda edifici
Figura2-Scuola elementare. Progettista: F.Palpacelli 1957-'62
Figura3-Edificio a pianta stellare. Pianta piano tipo e dei livelli alloggi duplex. Progettazione: gruppo Vaccaro 1957-'62
Figura4- Case in linea dell' Unità di buon vicinato
Figura5-Nuova Centralità Urbana, con legenda. Ambito progettuale:Direzionalità, Committente:Comune di Roma, Stato attuazione:da progettare
Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 marzo 2014 )
 
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